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JUNIOR LEAGUE, LE DICHIARAZIONI DEI CAMPIONI

GIANNI ROSICHINI (allenatore): “E’ stata una finale tiratissima, come dimostra lo stesso punteggio finale. E credo che il nostro merito maggiore stia soprattutto nell’aver interpretato molto bene il tie break, dopo un quarto set in cui avevamo regalato molto, sciupando delle occasioni importanti quando la situazione sembrava già nelle nostre mani. Bravi comunque ai miei ragazzi per quello che hanno fatto vedere in queste quattro partite che abbiamo giocato nella manifestazione. Siamo arrivati all’ultimo atto della manifestazione senza mai perdere un set, e non ci siamo fatti pesare il fatto di dover giocare con il ruolo della favorita, almeno a detta di tanti. Rinnovo quindi ulteriormente i complimenti ai miei ragazzi, anche perché con questa stessa rosa è arrivato un importante posto anche nel campionato di B1, e con molti di loro affronteremo anche la finale nazionale under 19. Se per alcuni di questi giocatori potrà esserci un futuro importante? In alcuni casi le doti fisiche e tecniche non mancano di sicuro. Finora è un anno a dir poco splendido per il settore giovanile Lube”. LUIGI RANDAZZO: “Mi hanno dato il premio del miglior giocatore, ma il merito di questa vittoria è di tutta la squadra, di tutti gli elementi della rosa, nessuno escluso. E’ una vittoria che volevamo tantissimo, specie dopo aver perso la finale l’anno scorso. E’ stata sofferta fino alla fine forse anche per colpa nostra, nel senso che nel quarto set ci siamo complicati la vita da soli consentendo a Trento di tornare in partita. Ma è andata bene, quindi godiamocela. Una dedica? Ai miei genitori, che sono arrivati appositamente dalla Sicilia per fare il tifo per me”. PIER PAOLO PARTENIO: “Sono contentissimo, questo è il mio ultimo anno nei campionati giovanili e non poteva concludersi in maniera migliore. E’ una vittoria di tutti, della società, dello staff e della rosa. Mi è difficile trovare le parole in questo momento, sono veramente felicissimo”. SIMMACO TARTAGLIONE: “Trento è una buonissima squadra, non c’è quindi da sorprendersi che questa finale sia finita al tie break. Giusto così. Questo titolo è stupendo, perché nel prossimo anno i nati nel 1993 non faranno più parte di questa squadra, quindi è un ciclo che si è chiuso nel modo migliore. Una dedica? Alla mia famiglia”. BERNARDO CALISTRI: “Da maceratese vincere questo scudetto mi regala un’emozione straordinaria, anche perché chiude come meglio non si poteva i miei dodici anni di militanza nel settore giovanile biancorosso. Ad un ceto punto ero sicuro di poter chiudere la gara nel quarto set, invece Trento è stata molto brava a riaprire la partita, che fortunatamente abbiamo portato ugualmente a casa. Vittoria dedicata a tutto questo gruppo, che da anni lavora quotidianamente in palestra con un grandissimo spirito di sacrificio. E questa vittoria tricolore dimostra che il lavoro paga”.

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