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Come evitare di produrre troppi rifiuti in cucina

Pubblicato il 05 maggio 2015

Nonostante la raccolta differenziata, ogni anno si producono milioni di tonnellate di scarti urbani che finiscono nelle discariche e il problema della gestione dei rifiuti sta diventando sempre più rilevante. Per promuovere una gestione sostenibile dei rifiuti già nel 1997 in Italia è stata introdotta la strategia delle “quattro R”: Riduzione, Riutilizzo, Recupero e Riciclaggio. Regole fondamentali che sono state riconosciute anche dal Parlamento europeo. Lo scopo di queste R è di evitare di produrre troppi rifiuti contrastando il problema dall’origine e, secondo la normativa vigente, la priorità delle quattro R è data da quelle di Riduzione e Riutilizzo. La prima perché opera nella prevenzione ed evita che un materiale diventi rifiuto mentre la seconda permette di dare, grazie al riciclaggio, una seconda vita al prodotto che non serve più.

Potrà sembrare strano ma il primo passo per tale scopo avviene in cucina. Il settore alimentare è proprio uno di quelli in cui si verificano i maggiori sprechi nelle nostre case. Vediamo ora una serie di semplici suggerimenti per capire come possiamo ridurre la quantità dei rifiuti prodotti.

1. Evitare di comprare prodotti ingombranti e preconfezionati prediligendo i prodotti sfusi e alla spina. Facendo così ci libereremo di inutili imballaggi in polistirolo, plastica, pvc, carta e cartoni. Spesso un imballaggio è costituito da più di un materiale e quindi non è differenziabile.

2. Quando si fa la spesa portare da casa una sportina o un carrello. Anche se da un po’ di anni esistono i sacchetti biodegradabili è meglio evitare di acquistarli ogni volta perché la loro produzione porta ad un alto tasso di inquinamento. Non a caso la Commissione europea ha stabilito una limitazione per la produzione dei sacchetti.

3. Acquistare bevande in bottiglie di vetro invece che di plastica. In questo modo si può riutilizzare la bottiglia di vetro riempendola nuovamente dal rubinetto o alle fonti messe a disposizione dalla città. La produzione della plastica, oltre all’aspetto inquinante, paradossalmente porta anche a un consumo di acqua equivalente quasi alla metà di quella contenuta nella bottiglia. Scegliendo di bere alla spina, invece, le emissioni sono abbattute di oltre il 90%.

4. Evitare il più possibile il ricorso a prodotti usa e getta come scottex, piatti e posate di plastica, bicchieri e contenitori. Causano grandi quantità di rifiuti da gettare in discarica o bruciare negli inceneritori.

5. Cucinare con gli avanzi dei cibi. Esistono tantissime ricette sfiziose che aiutano a non buttar via alimenti ancora buoni e a contenere così anche gli sprechi sui fornelli.

6. Acquistare i cibi che servono e fare attenzione alla data di scadenza. Molti prodotti diventano rifiuti proprio perché si compra più di quello che si riesce a consumare.

7. Trasformare in concime tutti i rifiuti vegetali e organici della cucina. Facendo compostaggio domestico potrete produrre dell’ottimo concime casalingo per piante e fiori. Questa pratica comporta anche un vantaggio economico perché permette di avere una riduzione della TIA (Tariffa di Igiene Ambientale).

Intervenendo su ogni fase della produzione, ottimizzandone il recupero e riciclo, aumentiamo le possibilità di gestire i rifiuti in modo corretto ed efficace. Per far si che questa strategia abbia successo serve la collaborazione del maggior numero di cittadini. Condividiamo quindi tutti insieme le tante iniziative di recupero e riduzione degli sprechi! Il riciclo può essere un obiettivo ma anche uno stile di vita che fa bene alle persone e al pianeta!

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