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La conservazione degli alimenti: le erbette aromatiche e le spezie

Pubblicato il 16 febbraio 2016

In cucina erbe e spezie fresche sono l’ingrediente fondamentale per arricchire e rendere speciale una ricetta. Il problema resta sempre nella loro conservazione, l’errore più comune è l’utilizzo di sacchetti di plastica che fanno ammuffire e appassire velocemente le piante. Ecco quindi una serie di spunti e idee low cost che vi permetteranno di ottenere ottimi risultati in breve tempo e con un notevole risparmio economico.

Il primo metodo di conservazione, e quello più comune, è tramite congelamento. Scegliere questo metodo tuttavia significa fare una scelta precisa su quali erbe congelare, non tutte sono, infatti, adatte al congelamento e rischiano di perdere le loro proprietà. Quelle che si prestano maggiormente sono le erbe a stelo morbido come il basilico o l’erba cipollina che mantengono inalterato il loro profumo e sapore. Le erbe possono essere congelate in appositi contenitori oppure sottoforma di cubetti di ghiaccio composti o da 2/3 di acqua oppure da 2/3 di olio per una durata di circa tre mesi dalla data di congelamento.

Il secondo metodo, la conservazione sott’olio, permette un mantenimento estremamente longevo del prodotto, della durata di almeno sei mesi, e allo stesso tempo offre una riserva di olio aromatizzato. Tale metodo richiede un olio di ottima qualità, da conservare in vasetti o bottiglie in luoghi freschi e bui, al contrario del congelamento nella conservazione sott’olio conviene mantenere anche lo stelo per avere così un olio ancora più saporito.

Il terzo metodo è un’alternativa alla conservazione in olio, ovvero la conservazione sott’aceto. Le erbe più indicate per questa metodologia sono il basilico, l’alloro, l’origano, la maggiorana, il timo, l’erba cipollina, l’aneto, la menta, il prezzemolo e la salvia perché garantiscono un ottimo aceto aromatizzato. Come per la conservazione in olio anche in questo caso conviene riporre le erbe in contenitori di vetro o in bottiglie facendo attenzione a riempirlo fino all’orlo e a lasciarlo riposare per almeno tre settimane prima dell’utilizzo.

L’ultimo metodo è il più antico e forse a oggi il meno utilizzato; la conservazione sotto sale. Questa metodologia permette di avere un sale incredibilmente saporito e digeribile, perfetto come sostituto per il dado e per gli insaporitori industriali. Le erbe invece possono diventare una base ideale per i soffritti. La conservazione può durare sei mesi e deve avvenire in barattoli di vetro chiusi ermeticamente disponendo le erbe a strati.

Saper conservare gli alimenti permette una forte riduzione degli sprechi e una cucina più ecosostenibile e salutare. Un piccolo passo per attuare la propria rivoluzione in cucina.

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