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CUCINE & DESIGN

Il rivestimento paraschizzi per la cucina

Pubblicato il 19 luglio 2016

In cucina la parete sopra il lavandino, il piano di lavoro e i fornelli è particolarmente delicata anche perché soggetta spesso a schizzi d’acqua, schizzi, grasso e sporco dovuti alla cottura dei cibi, da vapori. Deve essere adeguatamente protetta, deve resistere all’azione frequente dei detergenti ma al tempo stesso deve essere anche facile da pulire.

Per questi motivi la parete vicino all’area lavoro non può essere semplicemente tinteggiata ma deve essere anche adeguatamente rivestita.

Tre sono le tipologie di rivestimenti paraschizzi più diffuse ovvero:

• le piastrelle ceramica

• lo schienale realizzato con lo stesso materiale del piano di lavoro

• la resina

Anche per la scelta dei colori del paraschizzi valgono le stesse regole cromatiche delle pareti dell’ambiente cucina. Ovvero se lo spazio a disposizione è ridotto, conviene utilizzare tonalità calde per dare l’idea di una maggiore profondità, senza dimenticare che il colore del rivestimento paraschizzi dovrà essere anche in armonia con il colore del pavimento.

Le piastrelle in ceramica rappresentano una delle soluzioni più amate, sono resistenti e facili da pulire, offrono numerose decorazioni e fantasie tuttavia risulta essere talvolta anche quella più dispendiosa.

Lo schienale in resina al contrario offre un grande vantaggio economico ma al tempo stesso non permette una grande personalizzazione.

La resina invece è il materiale che permette un rivestimento più moderno molto facile da pulire e completamente antibatterico, a tossico e estremamente resistente al calore. Rappresenta una soluzione ideale per chi ama i modelli di ultima generazione come Oltre Neck o Immagina Lux.

Menzione d’onore va fatta anche per il mosaico diventato recentemente una delle soluzioni più apprezzate, poiché di grande impatto stilistico e di facile montaggio, in quanto le tessere sono in genere montate su teli da incollare alle pareti.

Per le misure del paraschizzi bisognerà prendere in considerazione le misure della superficie che si vuole ricoprire, anche se un valido suggerimento, dal punto di vista stilistico, è quello di ricoprire tutta la parete a cui il piano lavoro aderisce partendo da terra fino all’altezza massima dei pensili.

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