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(comuni a tutte
le cucine)
STRUTTURA CASSONE E RIPIANI
Costituiti da pannelli di particelle di legno conformi allo
standard F**** (a bassissima emissione di formaldeide) di
spessore 18 mm nobilitati in melaminico.
I ripiani sono di spessore 16 mm e sono dotati di reggi ripiano
incorporato con dispositivo antisganciamento; essi possono
essere anche in vetro temperato (spessore 6 mm) molati sui
bordi.
BORDO
Bordo in ABS (spessore 0,5 mm) incollato con colle
poliuretaniche termoindurenti (fianchi del cassone) o in
laminatino (spessore 0,3 mm) incollato con colle termofondenti
(ripiani).
SCHIENALI
Pannelli di fibre a media densità di spessore 2,5 mm (classe E1)
nobilitati con carta finish incollata con prodotti vinilici.
PIANO DI LAVORO
Piano in laminato: pannello di particelle di legno (classe
E1) idrorepellente di spessore 38 o 58 mm rivestito da laminato
ad alta pressione (HPL).
Per i piani di lavoro in altri materiali vedi notizie utili.
LAVELLO
In lamiera di acciaio inox 18/10 monostampo o con vasche
elettrosaldate, finitura liscia o “goffrata”.
Per i lavelli in altri materiali vedi notizie utili.
MENSOLE
Mensola nobilitata: pannello di particelle di legno
(classe E1) nobilitato in melaminico; bordo in ABS.
Mensola impiallacciata: pannello di particelle di legno
(classe E1) impiallacciato con tranciato di legno (diverso a
seconda del modello) e verniciato con prodotti
acrilici/poliuretanici.
CORNICI
In legno di abete o MDF (classe E1) impiallacciato con tranciato
di legno (diverso a seconda del modello); verniciatura
acrilica/poliuretanica.
RIVESTIMENTO FONDO MOBILE LAVELLO
In alluminio quadrettato o in plastica verniciata protegge il
mobile lavello dalle perdite d’acqua.
PIEDINI
In materiale plastico (PVC) antiurto regolabili in altezza essi
sono avvitati alla parte inferiore del mobile tramite apposite
bussole senza forare il fondo del cassone (si evitano così del
tutto punti in cui può accumularsi dello sporco od infiltrare
acqua all’interno dei cassoni base e sottolavelli) Possono
essere anche in alluminio, regolabili e montati su di un
apposito basamento costituito anch’esso da un profilato di
alluminio.
ZOCCOLI
Possono essere in alluminio anodizzato o verniciato oppure in
PVC ricoperto da carta melaminica decorata con guarnizione
superiore ed inferiore in gomma.
FONDO CASSONE PER FRIGO
In materiale plastico (PVC) rigido inalterabile forato al centro
per permettere la fuoriuscita di eventuali perdite d’acqua e
proteggere il fusto del mobile.
ALZATINA PER I PIANI
In alluminio oppure in PVC rigido antiurto con decoro in
laminato.
CERNIERE
In lamiera di acciaio e lega di zama ramata e nichelata
anticorrosione regolabili in tre direzioni.
CASSETTI E CESTONI estraz. totale (struttura interna)
La struttura può essere costituita da un fondo di particelle di
legno (bassissima emissione di formaldeide conformi allo
standard F****) di spessore 16 mm nobilitato in laminato grigio
con sponde laterali e schiena in lamiera di acciaio zincata e
verniciata anticorrosione, oppure la struttura può essere
integralmente in massello di faggio e multistrato; lo
scorrimento avviene su guide ad estrazione totale con sistema ad
incastro per bloccaggio antisganciamento ed invito automatico di
chiusura che agisce negli ultimi 4 cm. Inoltre di serie è
fornito il sistema di rallentamento in chiusura (blu-motion).
GRIGLIE SCOLAPIATTI E CESTI
In filo metallico elettrosaldato, possono essere plastificate con
resina polimerica, nichelate, oppure cromate e rivestite con
guaina trasparente plastificata (finitura Crominox).
TAVOLI
Piano: può essere un pannello di particelle di legno
(classe E1) rivestito da laminato plastico HPL (vedi piano di
lavoro in laminato) o impiallacciato con tranciato di legno e
verniciato con tinte all’acqua, poliuretaniche o acriliche,
oppure può essere di cristallo, granito o pietra naturale.
Fasce e basamento: possono essere realizzate in metallo o
in pannelli multistrati nobilitati o impiallacciati con
tranciato di legno diverso a seconda del modello.
Gambe: possono essere di metallo o in legno massello; la
verniciatura è eseguita con prodotti acrilici/poliuretanici.
SEDIE E SGABELLI
Struttura: può essere in metallo tubolare verniciata con
polveri termoindurenti, oppure in legno massello verniciato con
prodotti all’acqua (impregnante) e acrilici/poliuretanici
(fondo).
Seduta e Schienale: può essere realizzata in materiale
sintetico (metacrilato), in legno massello, in multistrato, in
tessuto imbottito oppure in simil paglia.
NOTA: ogni tipologia di sedia o tavolo è identificata in sede
di acquisto con apposita etichetta adesiva posta sull’imballo. |
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EMISSIONE
DI FORMALDEIDE
Dichiarazione
Di Conformità Emissione Formaldeide
Il sottoscritto
SILEONI PACIFICO rappresentante legale della società LUBE
INDUSTRIES Srl, Via dell’Industria 4 Treia (MC), dichiara, sotto
la propria esclusiva responsabilità, che tutti i componenti a
base legnosa delle cucine da essa prodotte, sono conformi alla
seguente norma: UNI EN 13986:2005 “Pannelli a base di legno per
l’utilizzo nelle costruzioni caratteristiche, valutazione di
conformità e marcatura”, esclusivamente per ciò che è indicato
al prospetto B1 della stessa indicante “classi di formaldeide
E1” in base a quanto previsto dal D.M. 10 ottobre 2008
(emissione formaldeide < 0.1 ppm o < 1,24 mg/l, secondo la norma
EN 717-1).
Inoltre dichiara che per i soli componenti costituenti le
strutture dei mobili rispettano per l’emissione di formaldeide
anche quanto previsto dalla norma JIS A 1460 per la
classificazione F**** (emissione formaldeide < 0.3 mg/l).
Treia, li 05/10/2010

CARICHI AMMESSI
Reggipensili (attaccaglie): resistenza max a flessione fino
a 145 kg.
Guide cassetti (estraz. Parziale): carico max dinamico 25
kg; statico 40 kg.
Guide cassetti (estraz. totale): carico max dinamico 30
kg; statico 50 kg
Cerniere: prove di fatica non hanno evidenziato cedimenti
significativi dopo 80.000 cicli (anta 70x60 cm pesante 8,8 kg
con 2 cerniere, sottoposta ad aperture e chiusure ripetute).
Carico max di rottura all’apertura: 130N (nelle condizioni di
prova sopra specificate).
Vetri temperati: in caso di rottura tali vetri si
frantumano in piccolissimi pezzi tali da non creare pericolose
lame di vetro tagliente.
NORMA UNI-EN 1153 PER LA SICUREZZA
Tutti i componenti principali delle cucine rispondono ai requisiti
costruttivi di sicurezza previsti dalla norma UNI-EN 1153 par.
6.2.
Inoltre sono rispettati i requisiti di sicurezza riguardanti il
par. 8 della suddetta norma relativi a: - ribaltamento ripiani
(par 8.1)
- supporto ripiani (par 8.2)
- carico verticale su porte (par.8.3) - porte scorrevoli e tapparelle
(par. 8.4)
- cassetti (par. 8.5)
- carico su top (par. 8.7)
- urto componenti in vetro (par 8.9)
- frammentazione vetri (par. 8.10)
- stabilità (par. 9)
- carico attaccaglia reggipensile (par. 8.8.3)
MONTAGGIO
- Assicurarsi che il montaggio venga effettuato da personale
qualificato ed in ogni caso non apportare modifiche al mobile
tali da compromettere la stabilità della struttura; possono
infatti sussistere pericoli quali ribaltamenti o cedimenti in
caso di installazione non corretta.
- Controllare anche l’idoneità della parete/soffitto e
verificare che i dispositivi di fissaggio resistano alle forze
generate.
ECOLOGIA
Alla fine della sua utilizzazione non disperdere il mobile
nell’ambiente, ma chiamare l’azienda di smaltimento rifiuti
solidi urbani per il suo trasporto in discarica.
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PIANI DI LAVORO
PIANO IN LAMINATO
Il laminato plastico ad alta pressione (HPL) che riveste il
piano è un materiale molto resistente che garantisce secondo le
norme europee EN 438, alti standard di qualità riferiti alla
resistenza al graffio, al calore, alle macchie, all’urto e
all’abrasione.
PIANO IN MARMO O GRANITO
Molto delicati perché porosi (meno nel granito) e quindi
facilmente soggetti alle macchie da liquidi versati
accidentalmente sulla superficie; il marmo inoltre è facilmente
attaccabile dagli acidi anche deboli contenuti ad esempio
nell’aceto o nel limone; il Produttore dà in dotazione il
prodotto impregnante per otturare i pori e favorire così una
migliore asportazione delle macchie; è consigliabile comunque
proteggere la superficie con l’apposito impregnante ripetendo il
trattamento una o due volte l’anno.
PIANO IN AGGLOMERATO DI MARMO O GRANITO
Costituito da un agglomerato di marmo naturale o granito per il
95-96% con granulometrie che vanno da 0 a 90 mm unito a resina
poliestere per il 4 -5%; esso presenta tutte le caratteristiche
proprie del marmo o granito e quindi si devono avere le medesime
precauzioni; il vantaggio principale è quello di presentare un’
alta flessibilità nelle forme del piano e la possibilità di
essere riparato tramite apposito kit dai danni subiti da
abrasivi o da cadute di oggetti pesanti.
PIANO SINTETICO
Il piano di lavoro è realizzato con lastra di spessore variabile
da 6 mm fino a 20 mm risultato di una miscelazione di polveri
minerali (come quarzi, pietre naturali ecc) in percentuali
variabili dal 75-95%, pigmenti (2-5%) e resine acriliche (8-25%)
supportata o meno da un pannello legnoso (classe E1) o di
materiale sintetico (polistirene, stirene, Eulithe®) di spessore
variabile; il bordo può essere anch’esso dello stesso materiale
della superficie oppure costituito da profili di materiali
diversi (alluminio, bordo legno, ABS ecc).
Tale piano, in base al contenuto di resine, offre notevoli
vantaggi in termini di compattezza, resistenza all’abrasione,
ripristinabilità, inalterabilità agli agenti chimici, assenza di
porosità e quindi non assorbimento dei liquidi. Non è sempre
facilmente riciclabile.
PIANO IN LAMINATO STRATIFICATO
Costituito da laminato in cui lo spessore delle resine di supporto
è di 10 mm, incollato su di un supporto costituito da un
pannello di particelle di legno (classe E1) ignifugo e idrofugo
di spessore 38 mm. Grazie alle sue caratteristiche meccaniche è
estremamente resistente alle abrasioni e agli urti oltre a
presentare assoluta impermeabilità ai liquidi.
PIANO IN ACCIAIO INOX
E’ composto da un piano di particelle di legno (classe E1)
rivestito da lamiera di acciaio AISI 304 2B con finitura scotch
brite e spessore 1 mm; esso è perfettamente inattaccabile dalle
macchie e presenta caratteristiche di assoluta idoneità al
trattamento igienico dei generi alimentari in cucina. Bisogna
comunque evitare l’uso di oggetti appuntiti o prodotti abrasivi
che possono rovinare la superficie in quanto l’acciaio non ha
una grande resistenza al graffio. Un grande vantaggio di tale
piano è che si possono saldare direttamente le vasche del
lavello ed il piano di cottura ottenendo continuità ed evitando
punti di giunzione che possono trattenere lo sporco.
PIANO PIASTRELLATO
Realizzato con piastrelle di ceramica smaltata, gres porcellanato
, o pietre naturali incollate su un pannello in legno
multistrato idrorepellente e stuccate con materiale
impermeabile; la superficie ceramica è inattaccabile dalle
macchie, ma lo smalto si può scheggiare se urtato con oggetti
appuntiti.
GRÈS = Ceramica con impasto vetrificato, bianco o
colorato, priva di smalto. Appartengono a questa categoria anche
il klinker, il grès salato e i grès fini per uso domestico.
GRÈS PORCELLANATO = Piastrelle ottenute per pressatura,
con porosità totale molto bassa, costituite da un impasto chiaro
che può essere anche uniformemente colorato o variegato per
mezzo di miscele di polveri e granuli di diverse dimensioni e
colori. La composizione dell’impasto è molto simile a quella di
un grès chiaro ma le materie prime sono selezionate in modo di
contenere al minimo la percentuale di ossido di ferro. L’impasto
è pressato con carichi specifici superiori del 50% rispetto al
grès chiaro smaltato. La cottura è condotta con cicli inferiori
a un'ora e temperature intorno a 1200°C. Le piastrelle possono
essere anche lucidate, prima o dopo la posa in opera, in modo da
esaltarne le qualità estetiche. È resistente al gelo, agli acidi
e alle basi, ha bassissima porosità ed un’elevata resistenza
meccanica.
PIANO IN VETRO
E’ costituito da una lastra di vetro extra-light di spessore 12 mm
colorata e sottoposta a trattamento di tempra powertech per una
maggiore resistenza all’urto; essa viene incollata su un
supporto legnoso (pannello di particelle di legno classe E1 V70)
idrorepellente di spessore variabile dove è applicato un profilo
alluminio anodizzato lungo il bordo. Tale piano offre vantaggi
in termini di impermeabilità , resistenza alle macchie, e
igienicità
CONSIGLI PER LA PULIZIA
I piani in laminato, sintetici e piastrellati vanno puliti con
una spugna bagnata con un normale detergente liquido, da evitare
sono i prodotti molto abrasivi; sui piastrellati non utilizzare
assolutamente pulitori a vapore per le fughe, ma si consigliano
prodotti in gel anticalcare.
I piani in acciaio inox tendono a macchiarsi con il calcare
contenuto nell’acqua, ma oggi esistono dei prodotti specifici
che tolgono le macchie con poca fatica; attenzione inoltre a non
utilizzare detersivi che contengono cloro o suoi composti e
nulla di abrasivo (creme, detersivi in polvere, pagliette
metalliche ecc) perché l’acciaio tende a graffiarsi facilmente.
Infine per pulire le superfici di marmi, graniti
ed agglomerati utilizzare solo acqua e sapone evitando
detersivi liquidi; è importante rimuovere subito lo sporco, a
macchia fresca, perché dopo un po’ di tempo, le diverse sostanze
possono penetrare nei pori del materiale; nel caso però della
presenza di aloni o macchie basta strofinare con un impasto di
bicarbonato e acqua, lasciare agire e pulire poi con una normale
spugna domestica bagnata; è inoltre molto importante rinnovare
periodicamente il trattamento impermeabilizzante tramite gli
appositi prodotti.
LAVELLI

LAVELLO IN ACCIAIO INOX
Si suddividono in due tipologie: monostampo che sono
ricavati da un unico foglio ed hanno le vasche meno profonde e
l’acciaio più sottile e quelli con vasche saldate che sono più
profondi e squadrati e quindi capienti.
Il lavello di acciaio tende a mettere in risalto le macchie
d’acqua ed i depositi di calcare che però è possibile asportare
tramite i normali prodotti specifici oggi in commercio. Esiste
anche la finitura goffrata o cosiddetta “antigraffio” che
presenta sulla superficie disegni geometrici in rilievo tale da
rendere i lavelli meno soggetti ai graffi; la loro pulizia però
è più difficoltosa.
LAVELLO IN RESINA
Composto di resine e cariche minerali polimerizzate in stampo, è
inattaccabile dagli agenti chimici e dalle macchie, ma con il
tempo può perdere elasticità e rompersi in seguito agli shock
termici subiti (esempio acqua fredda - calda); la sua pulizia
che inizialmente è molto semplice, si complica nel tempo perché
sulla superficie si formano dei micrograffi che trattengono lo
sporco. Non è facilmente riciclabile. Per le caratteristiche dei
vari materiali dei diversi lavelli fare riferimento a quanto
riportato per i piani di lavoro. IL LEGNO
Il
legno è un materiale naturale con le caratteristiche che ne
derivano; la differenza di venatura o tonalità tra le varie
parti non può pertanto essere considerata motivo di reclamo;
Cucine Lube ha comunque inserito all’interno del suo sistema
Qualità dei rigorosi controlli di finitura ed accoppiamento dei
legni in modo da ridurre al minimo eventuali problemi.
L’esposizione del legno alla luce diretta del sole può causare
variazioni di colore; con il tempo comunque il legno matura e
può assumere una tonalità leggermente diversa che non deve
essere considerata un difetto; non bisogna infine dimenticare
che esso si comporta, anche dopo lavorato come un prodotto vivo
variando il suo volume al variare dell’umidità dell’ambiente. |
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PARTI IN LEGNO O IMPIALLACCIATE
Pulire delicatamente con un panno umido ed asciugare con cura;
evitare l’uso di detersivi e spray non specifici per il legno
che potrebbero danneggiare la lucentezza della vernice;
asciugare in ogni caso eventuali gocce d’acqua e vapore per
evitare scrostature di vernici in particolare sotto il lavello.
Da non utilizzare assolutamente prodotti contenenti solventi
(acetone, ammoniaca, ecc).
PARTI IN LAMINATO PLASTICO O NOBILITATE
Pulire con un panno umido o con detergenti per superfici lavabili
non abrasivi e non contenenti solventi.
PARTI LACCATE
Pulire con un panno morbido e detergente liquido, risciacquare
ed asciugare con cura; non utilizzare prodotti abrasivi o che
contengono alcol o solventi (acetone, trielina o ammoniaca).
PIANI Dl LAVORO
I piani in laminato, sintetici e piastrellati vanno
puliti con una spugna bagnata con un normale detergente liquido,
da evitare sono i prodotti molto abrasivi; sui piastrellati non
utilizzare assolutamente pulitori a vapore per le fughe, ma si
consigliano prodotti in gel anticalcare. I piani in acciaio
inox tendono a macchiarsi con il calcare contenuto
nell'acqua, ma oggi esistono dei prodotti specifici che tolgono
le macchie con poca fatica; attenzione inoltre a non utilizzare
detersivi che contengono cloro o suoi composti e nulla di
abrasivo (creme, detersivi in polvere, pagliette metalliche,
ecc.) perché l'acciaio tende a graffiarsi facilmente.
Infine per pulire le superfici di marmi, graniti ed
agglomerati utilizzare solo acqua e sapone evitando
detersivi liquidi; è importante rimuovere subito lo sporco, a
macchia fresca, perché dopo un pò di tempo, le diverse sostanze
possono penetrare nei pori del materiale; nel caso però della
presenza di aloni o macchie basta strofinare con un impasto di
bicarbonato e acqua, lasciare agire e pulire poi con una normale
spugna domestica bagnata; è inoltre molto importante rinnovare
periodicamente il trattamento impermeabilizzante tramite gli
appositi prodotti.
LAVELLI
Per i lavelli nei diversi materiali (acciaio oppure resine
sintetiche quali fragranite, cristalite o ekotek) tenere
presente gli accorgimenti validi per i piani di lavoro dello
stesso materiale. Sotto il lavello in acciaio non lasciate
confezioni o flaconi aperti di detersivi o altri prodotti
chimici di composizione acida per evitare ossidazioni e
corrosioni dovute alle esalazioni.
SEDIE E TAVOLI
Per la pulizia dei piani dei tavoli basterà seguire, materiale per
materiale, gli accorgimenti validi per i piani di lavoro; per i
piani impiallacciati o in legno riferirsi al paragrafo
riguardante il legno. Controllate infine periodicamente che i
bulloni utilizzati per fissare le gambe siano ben serrati.
Riguardo alle sedie in legno o laccate valgono le stesse
indicazioni riportate nei paragrafi precedenti; per quelle con
struttura in metallo la pulizia normale può essere fatta con un
panno morbido leggermente imbevuto di acqua o alcol; il fondino
in paglia naturale o sintetica non richiede particolari
attenzioni, è bene comunque proteggerlo con un cuscino per far
sì che si conservi a lungo.
Ricordare infine che le sedie non sono adatte ad un uso esterno
e che vanno utilizzate sempre con le quattro gambe appoggiate
sul pavimento.
COMPONENTI VARI
Cerniere: per una lunga durata delle cerniere dei mobili è
bene non forzare mai l’angolo di apertura delle ante né
aggrapparsi ad esse quando sono aperte, evitate infine di
lasciare aperte confezioni o flaconi di detersivi o altri
prodotti chimici che potrebbero causare ossidazione nel tempo.
Bordi: i bordi tendono a screpolarsi soprattutto a causa
del calore del forno o dei vapori emanati dalla lavastoviglie;
Lube over utilizza per incollare i propri bordi colle
poliuretaniche termoindurenti ad altissima resistenza a calore
ed umidità; si raccomanda comunque di aprire la lavastoviglie
solo quando è completamente raffreddata e di asciugare sempre
eventuali gocce.
Mensole e cornici: fare riferimento alle avvertenze
descritte nei paragrafi precedenti riguardo ai piani in laminato
e al legno.
Telai alluminio e zoccoli: Pulire con un panno morbido e
detergente liquido, risciacquare ed asciugare con cura; non
utilizzare assolutamente prodotti abrasivi.
Pomelli e maniglie: essi sono protetti da una speciale
pellicola protettiva anti-macchia e anti-impronta, pertanto è da
evitare l’uso di prodotti abrasivi o solventi (acetone, trielina
o ammoniaca) che ne comprometterebbero l’integrità, usare invece
una panno umido ed asciugare con cura). |
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CONSIGLI GENERALI
La collocazione degli elettrodomestici all’interno della
propria abitazione non deve essere lasciata al caso, ma studiata
in maniera razionale in modo da ottenere le migliori condizioni
di funzionamento e praticità d’uso.
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Controllare periodicamente lo stato dell’impianto elettrico ed
in particolare l’efficienza dello scarico a terra.
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Non fare la manutenzione degli elettrodomestici senza aver prima
staccato la spina o l’interruttore.
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Evitare di far funzionare o di toccare gli elettrodomestici
quando si è a piedi nudi e quando il pavimento è bagnato.
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Si consiglia di non utilizzare adattatori e prese multiple, la
spina dell’apparecchio deve essere l’unica collegata alla presa
per evitare surriscaldamenti e creare cortocircuiti. Inoltre
l’impianto elettrico della cucina deve prevedere un interruttore
differenziale generale che a sua volta comanda un singolo
interruttore di sicurezza per ogni elettrodomestico.
AVVERTENZA
Fare riferimento scrupolosamente a quanto prescritto dalle case
costruttrici nei manuali in dotazione dei singoli
elettrodomestici e in caso di richiesta di intervento rivolgersi
direttamente ai centri di assistenza delle ditte costruttrici
che troverete indicati nei libretti e nei certificati di
garanzia. |
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ACCIAIO INOX
E’ un acciaio resistente alla corrosione e ad alcuni agenti
chimici; per essere definito tale deve contenere almeno il 12%
di cromo; acciaio inox 18/10 significa che ha un contenuto del
18% di cromo e del 10% di nichel. Grazie alla sua igenicità
viene impiegato spesso per usi legati al settore alimentare
(pentole, lavelli, piani di lavoro)
ACRILICO
(frontali ed ante)
Le ante definite in tale maniera sono costituite da un supporto
di truciolare rivestite esternamente (parte a vista) con
metacrilato (ABS+Pmma) di spessore 1,4 mm con finitura lucida
(>80 gloss) ed internamente con metacrilato goffrato
(polistirene) di spessore 1.2 mm . I profili sono normalmente
bordati con bordi in ABS lucido verniciati . Tale materiale è
del tutto simile nell’aspetto alla finitura laccata lucida;
inoltre è atossico, rimane inalterato nel tempo, conservando
tutte le sue caratteristiche originarie di brillantezza e il
colore non ingiallisce nel tempo; è resistente ai raggi
ultravioletti e resiste all'umidità. Non resiste ai seguenti
prodotti: acetone,inchiostro ed etile-butile acetato.
ALKORCELL
è costituito da una foglia decorativa per uso interno a base
polipropilene (PP) priva di componenti alogeni, plastificanti, e
formaldeide. Essa è appropriata per il rivestimento di superfici
di materiali a base legno e trova applicazione nella produzione
di componenti per mobili. Una vernice termoindurente conferisce
alla foglia le proprietà necessarie per queste applicazioni. Per
la lavorazione con diversi sistemi di incollaggio, la foglia
viene nobilitata a retro con un primer e l’incollaggio avviene
con colle a dispersione o termofusibili o a solvente.
ALLUMINIO
Metallo di colore bianco argenteo duttile e molto leggero usato
principalmente in campo aeronautico. Utilizzato sia pressofuso
che trafilato viene poi verniciato o protetto attraverso
procedimenti di ossidazione anodica, che rende gli strati
superficiali resistenti ai graffi e alla corrosione.
ABS
Sigla che sta per Acrilonitrile-Butadiene-Stirene un polimero a
base di resine sintetiche di elevata resistenza impiegate per la
costruzione di imballaggi, carcasse di televisori, giocattoli
ecc.
BUGNA
Pannello centrale di un’anta costituito generalmente in
truciolare impiallacciato o rivestito.
CARTA MELAMINICA
Carta impregnata di resine melaminiche; può essere di vari
colori o imitare le venature del legno. Viene impiegata per il
rivestimento dei pannelli di truciolare che dopo tale
trattamento vengono definiti pannelli nobilitati melaminici.
COLLE TERMOFONDENTI
Adesivi che, applicati allo stato fuso, incollano grazie al loro
raffreddamento e alla pressione che si esercita tra i due
elementi da incollare. Hanno caratteristiche di reversibilità in
quanto, se riportati a temperature che variano da 60°C a 100°C
circa, rammolliscono perdendo temporaneamente il proprio potere
collante.
COLLE TERMOINDURENTI
Resine che esplicano il loro potere collante grazie a reazioni
chimiche in parte attivate dal calore. Le più importanti
nell’industria del mobile si ottengono con la combinazione della
formaldeide ed altre resine basi. Avendo subito una reazione
chimica, sono collanti irreversibili e quindi resistono anche a
temperature elevate. Le colle poliuretaniche utilizzate da Lube
per incollare i bordi dei cassoni sono di questo tipo.
FORMALDEIDE
La formaldeide è una sostanza impiegata per la produzione di
molti collanti e resine, a loro volta utilizzati anche nelle
lavorazioni dei pannelli di legno. I pannelli prodotti in questo
modo possono rilasciare nell'ambiente delle molecole di
formaldeide in forma gassosa. Tale emissione, considerata
dannosa per la salute, è regolamentata in molti paesi del mondo
da specifiche norme e leggi.
In Europa (per l’ Italia fa fede il DM 10/10/2008)
per esempio il limite attuale è fissato a 0,1 ppm ed il pannello
corrispondente è chiamato E1.
La definizione di E1 deriva da un decreto pubblicato in Germania
già nel 1986 che regolamentava appunto l’emmissione di
formaldeide “…. Vietato immettere sul mercato prodotti a base
legno la cui concentrazione di equilibrio originata nell’aria
superi il valore di legge pari a 0.1 ppm (0.124 mg/mc)”. Da
allora è diventato lo standard di tutti i produttori di
pannelli, ma va ricordato che in Italia fino al DM del
10/10/2008 non esisteva nessun vincolo di legge che
regolamentasse l’emissione di formaldeide per i pannelli
legnosi.
In Giappone esiste una classificazione delle emissioni in
funzione della destinazione d’uso del prodotto, i pannelli sono
in questo caso classificati secondo la norma JIS da F* a F**** ;
attualmente l’F**** è la normativa più severa al mondo
riguardante l’emissione di formaldeide (< 0,3 mg/litro cioè fino
a 4 volte meno del pannello E1 ed impropriamente definito E0).
In California, da sempre lo stato più attento ai temi
dell’ecologia e della salute sul suolo americano, una legge
stabilisce nuovi limiti di emissione per tutti i prodotti a base
legno. In particolare, i livelli di emissione dovranno essere in
una prima fase (2009) entro i 0,18 ppm (parti per milione) e, in
una seconda fase (2011) entro i 0,09 pp quindi diventerà una
delle norme più severe al mondo. Il metodo di misura di
riferimento è quello descritto nella norma americana ASTM E
1333-96 (2002) (metodo della camera di grandi dimensioni).
Purtroppo, attualmente non esistono correlazioni ufficiali tra i
valori ottenuti con il metodo ASTM e quello corrispondente
utilizzato in Europa (EN 717-1). I prodotti interessati dovranno
possedere certificazioni di parte terza, emesse da organismi
autorizzati dal California Air Resource Board (certificazione
CARB).
Tutto quello riportato sopra riguarda le normative che
costituiscono dei riferimenti di legge nelle varie parti del
mondo; esistono poi tutta una serie di marchi e certificazioni
“commerciali” volontarie (NB: non obbligatorie) che identificano
i pannelli che possono soddisfare anche una o più norme sopra
riportate.
Una su tutte è il protocollo interno stabilito da IKEA che ha
stabilito limiti e controlli periodici da effettuare del tutto
simili a quelli stabiliti dalla norma della California per tutti
i suoi prodotti; Sullo stesso filone laboratori accreditati come
Catas e Cosmob hanno sviluppato marchi propri (CQA per il primo
e Cosmob Qualitas Praemium Formaldeide per il secondo) che
garantiscono anche il rispetto delle severe norme Giapponesi e
americane.
Anche alcuni produttori di pannelli hanno sviluppato propri
marchi riguardanti l’emissione di formaldeide; ad esempio il
Gruppo Saviola ha creato il pannello LEB destinato al mercato
mondiale, quindi oltre che a soddisfare le normative giapponesi
(F****), ricalca anche esso lo schema certificativo CARB
americano, cioè impone dei controlli periodici sui prodotti
oltre che dei limiti di emissione; il pannello LEB possiede
perciò le certificazioni CQA e Cosmob Qualitas Praemium
Formaldeide.
Il gruppo LUBE, oltre ad aver da tempo fissato come
requisito minimo obbligatorio nei propri capitolati di acquisto
materiale esclusivamente di classe E1, controlla l’emissione dei
pannelli mediante prove periodiche a campione, al fine di
verificare i limiti di emissione. Inoltre ha scelto di
utilizzare per i componenti costituenti le strutture delle
cucine solo materiale a bassissima emissione di formaldeide:
conformi allo standard F**** secondo la norma JIS,
certificato dal ministero giapponese, il più severo in merito
alle normative di salvaguardia ambientale. (< 0,3 mg/litro cioè
fino a 4 volte meno del pannello E1).
GRADO DI BRILLANTEZZA
Si identifica con il valore di gloss, letti sulla superficie verniciata, tramite l'apposito strumento detto glossmetro:
- opaco: fino a 10 gloss
- semiopaco: da 11 a 35 gloss
- semilucido: da 36 a 60 gloss
- lucido: da 61 a 80 gloss
- altamente lucido: oltre gli 80 gloss.
IDROREPELLENTE
Nel settore del mobile si dicono idrorepellenti quei pannelli di
truciolare, MDF o multistrato “grezzi” che resistono per un
certo periodo, stabilito secondo delle normative, al
rigonfiamento provocato dall’acqua nelle fibre del legno. Tale
resistenza non è assoluta ed esiste una scala di valori; il
valore di resistenza massima corrisponde alla definizione di
pannello idrorepellente. Naturalmente alla resistenza all’acqua
dei pannelli contribuiscono altri fattori come il tipo di
nobilitato e d’incollaggio/sigillatura dei bordi.
LAMINATO
Conosciuto anche con il nome commerciale di “formica” è composto
da resine fenoliche (supporto) e melaminiche (carta estetica
decorativa) incollate tra loro in modo tale da formare fogli di
circa 0,6 mm. Viene impiegato per il rivestimento dei pannelli
legnosi (pannelli laminati). Il laminato in cui lo spessore
delle resine di supporto è maggiore di 1 mm si definisce
laminato stratificato che, grazie alle sue caratteristiche
meccaniche può essere impiegato come pannello autoportante senza
essere applicato ai pannelli legnosi.
LAMINATO POSTFORMING
Applicazione di una superficie laminata su di un substrato di
forma irregolare (in genere curva o variamente profilata), come
nel caso della bordatura a macchina di un pannello.
LAMINATO HPL
Il marchio HPL sta per High Pressure Laminates o
laminato ad alta pressione; i laminati di questo tipo sono
definiti dalla norma EN 438/1 ed hanno eccezionali doti di
durezza e resistenza al graffio, all’usura, all’urto, agli
agenti chimici, al fuoco. Si utilizzano principalmente per i
piani di lavoro.
PANNELLI MDF
MDF significa pannello di fibre a media densità e trova la sua
materia prima nelle ramaglie e negli scarti di lavorazione del
legno. Sono interessanti dal punto di vista ecologico in quanto
la loro produzione non implica l’abbattimento sistematico di
alberi. Sono composti da fibre di legno ottenute mediante vapore
ed appositi sfibratori, legate tra loro con collanti
termoindurenti. Tali fibre (molto simili a lanugine di cotone),
una volta pressate, conferiscono al pannello delle buone
caratteristiche meccaniche, ottima stabilità dimensionale e
compattezza lungo i bordi tali da renderli indispensabili per
produrre pannelli laccati, nobilitati in PVC e nei casi in cui
si debbano ottenere delle grandi superfici, dove il legno
potrebbe presentare problemi di planarità. Hanno però un peso
elevato e generalmente una scarsa resistenza all’umidità.
PANNELLO NOBILITATO MELAMINICO
Pannello in truciolare le cui facce sono state rivestite da
fogli di carta impregnata di resine melaminiche.
PANNELLI IN TRUCIOLARE
Definito dalla tecnica come pannello di particelle di legno
sfrutta soprattutto gli scarti di lavorazione del legno e le
ramaglie residue degli alberi; in tale modo diventa un prodotto
ecologico in quanto non causa l’ulteriore abbattimento di
alberi. È composto da scaglie e particelle di legno pressate ed
incollate tra loro con collanti termoindurenti. Viene
comunemente impiegato previa impiallacciatura, nobilitazione con
carta melaminica o rivestimento con PVC o laminato, materiali
che conferiscono al pannello le qualità estetiche volute.
Dal punto di vista meccanico il pannello in truciolare ha
un’ottima stabilità dimensionale che lo rende indispensabile per
l’impiego su grandi superfici dove il legno massello avrebbe
enormi problemi di planarità; è inoltre molto più leggero del
pannello MDF; ha però anch’esso scarsissima resistenza
all’umidità soprattutto allo stato grezzo. I materiali con cui
viene normalmente rivestito però gli garantiscono una buona
resistenza all’acqua soprattutto in funzione del tipo e
metodologia del rivestimento.
PANNELLO MULTISTRATO
Viene definito così quando cinque o più strati di legno vengono
disposti con le fibre incrociate e fissati tra loro con collanti
resistenti all’acqua e all’umidità.
PIALLACCIO
Detto anche “tranciato” è un sottile foglio di legno (circa 0,6
mm) ottenuto attraverso la tranciatura dei tronchi. Viene
utilizzato per rivestire i vari pannelli legnosi (MDF,
truciolare, legno massello ecc) poi detti impiallacciati.
PLACCATURA
Operazione di rivestimento di un pannello grezzo con vari
materiali quali laminato, PVC, riallaccio ecc.
PVC
Il cloruro di polivinile è uno dei materiali plastici più
utilizzati nell’industria del mobile. Con esso vengono rivestiti
sia elementi strutturali che antine. È considerato un materiale
tossico, ma in realtà i pericoli si hanno solamente nelle fasi
di produzione e distruzione (se no bruciato in appositi
inceneritori produce diossine). È colorabile e può imitare le
venature del legno. Essendo un materiale termoplastico non
resiste molto al calore, rammollendo a temperature tra i 75 e i
95°C.
SERIGRAFIA
È un metodo particolare di stampa in cui l’inchiostro viene
fatto passare attraverso le maglie di un tessuto di seta (retino
serigrafico) preventivamente otturate nelle zone non stampanti.
Nel vetro, attraverso un’ulteriore procedura di riscaldamento ad
alte temperature, la serigrafia si può temprare in modo che
fondendosi insieme al vetri diventi indelebile.
SPESSORE DELLE VERNICI
Lo spessore del film secco di vernice sul componente si identifica misurando lo spessore della qualità di vernice applicata:
- poro aperto: fino a 5 micron di spessore
- poro semiaperto: da 6 a 20 micron di spessore
- poro semichiuso: da 21 a 60 micron di spessore
- poro chiuso: oltre 60 micron di spessore
TELAIO
Struttura portante piena, in genere rettangolare, realizzata unendo in modo opportuno quattro o più listelli. Se il telaio è rettangolare, gli elementi verticali si chiamano montanti e quelli orizzontali traverse.
VERNICE ACRILICA
Vernice con altissima resistenza alla luce che dà migliori risultati contro l'ingiallimento. Si utilizza in particolare nei legni chiari dove un eventuale ingiallimento della vernice provocherebbe un viraggio del colore molto sgradevole. Conferisce al legno un aspetto molto naturale in quanto può essere applicata con un minimo di spessore senza creare l'effetto di sovrapposizione di una pellicola trasparente sul pannello di legno.
VERNICE POLIURETANICA
È la più usata nel settore del legno in quanto economica e di
facile applicazione. Avendo scarsa resistenza alla luce tende ad
ingiallire e per questo non è adatta per la verniciatura di
legni chiari.
VERNICE POLIESTERE
È normalmente utilizzata dove si vogliono ottenere grossi
spessori di vernice con ottime resistenze meccaniche (pannelli
laccati). Essendo più dura delle vernici acriliche o
poliuretaniche, viene normalmente usata anche sui piani dei
tavoli e sugli altri elementi soggetti ad usura. Può essere
lucidata (laccato lucido) con sistemi che prevedono l’utilizzo
di grane sempre più fini, fino ad ottenere una superficie
speculare di grande effetto estetico. Anche le vernici
poliestere hanno scarsa resistenza alla luce e non sono adatte
per produrre laccati molto chiari che ingialliscono facilmente.
VERNICE ALL'ACQUA
È utilizzata per i nuovi sistemi di verniciatura ecologica nei
quali il solvente utilizzato è l’acqua. In questo modo si
risolvono grandi problemi di impatto ambientale (basti pensare
che in alcuni casi anche il 70% di prodotto applicato evapora
durante l’essiccazione sotto forma di solventi inquinanti). Le
vernici all’acqua sono ancora in fase sperimentale.
VETRO TEMPERATO
Vetro con particolari caratteristiche di durezza a resistenza
agli urti ottenute attraverso la tempra. Tale procedimento
consiste nel riscaldare ad elevate temperature (650°C) il vetro
per poi raffreddarlo bruscamente investendolo con getti d’aria.
ZAMA
Lega costituita da zinco purissimo alluminio e magnesio che
oltre ad avere una discreta inerzia chimica, si presta molto
bene ai processi di pressofusione. Nel settore del mobile viene
utilizzata soprattutto per la produzione di pomoli e maniglie.
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COLONNA FRIGORIFERO
Per un corretto funzionamento, la colonna frigo necessita di un'areazione continua che viene garantita da uno speciale fondo in plastica preforato che permette al flusso d'aria di entrare da sotto la porta del mobile e di uscire dalla parte superiore; quindi non posare nulla sopra e sotto le colonne. E' sconsigliato inoltre collocare il frigorifero vicino ad una fonte di calore tipo un forno, un piano cottura o un termosifone. Assicurare comunque tutte le colonne con un apposito piastrino di fissaggio a muro contro il pericolo di ribaltamento.
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CAPPA
E' importante utilizzare la cappa aspirante perché cattura i fumi liberandoli all'esterno; essa pero deve essere collegata ad una canna fumaria dedicata con apposito tubo; non collegare la cappa ad una canna fumaria che ospita già altri scarichi come caldaie o camini.
Il filtro antigrasso in fibra sintetica tipo "usa e getta" va cambiato ogni 2 mesi. Il filtro antigrasso in metallo va lavato in lavastoviglie ogni 2 mesi.
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CERNIERE
E' possibile regolare le cerniere in caso di disallineamento delle antine con l'uso: le tre frecce della figura indicano come è possibile eseguire la regolazione in altezza, in larghezza ed in profondità dell'anta. Agendo sulla stessa vite che permette la regolazione in profondità, e anche possibile rimuovere completamente l'anta del mobile.
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ATTACCAGLIA PENSILE -
REGGIPIANO
Il pensile è agganciato alla barra attaccapensile per mezzo di attaccaglie che consentono al pensile una regolazione in altezza e in profondità per mezzo di apposite viti poste sotto uno sportellino di plastica come si vede in figura.
I dispositivi reggi ripiano permettono un fissaggio sicuro degli
stessi all’interno del vano mobile contro possibili
ribaltamenti. Per procedere ad eventuale sgancio od aggancio del
ripiano basta agire tramite un cacciavite come mostrato in
figura
Grazie ad una serie di fori praticati sul fianco del mobile è possibile collocare il ripiano all'altezza desiderata.
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PIANO Dl LAVORO
Controllare che lungo il perimetro dei fori per gli elettrodomestici ad incasso o per i lavelli sia applicata correttamente la guaina di protezione in dotazione.
Controllare che sia applicato del silicone nelle giunzioni dei top prima di effettuare l'accostamento.
Controllare che l'alzatina sia montata ben aderente al muro e al piano e siliconata
se necessario.
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PIEDINI E ZOCCOLI
Per consentire di operare al di sotto dei mobili, lo zoccolo della cucina e agganciato ai piedini tramite dei ganci di plastica a sganciamento rapido per cui e sufficiente tirare o spingere lo zoccolo sui piedini; tali ganci possono essere posizionati in corrispondenza dei piedini grazie ad una guida di scorrimento ricavata sullo zoccolo.
I piedini basi e colonne possono essere regolati in altezza per poter livellare la cucina in caso di pavimenti non perfettamente in piano; per fare ciò basta ruotare la base filettata dei piedini come mostrato in figura.
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CASSETTI AD ESTRAZIONE TOTALE |
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Per AGGANCIARE il frontale del cassetto è sufficiente inserire l'apposito inserto ad espansione sul frontale e bloccarlo come mostrato in figura; successivamente è sufficiente accostare il frontale con gli inserti bloccati alle spondine laterali fino all'incastro delle molle.
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Per SGANCIARE il frontale cassetto è sufficiente inserire un cacciavite a croce sull'apposita sede dopo aver rimosso la plastica; successivamente bisogna girare in senso orario fino a che non avviene lo sgancio.
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Per REGOLARE in ALTEZZA il frontale agire sulla vite dorata come
mostrato in figura.
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Per la REGOLAZIONE LATERALE agire sulla boccola in plastica grigia
come mostrato in figura.
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Per la regolazione dell'inclinazione del frontale procedere come in
figura ruotando la ringhierina.
Per montare le righierine:
1) inserire la ringhierina
2) sollevare posteriormente la ringhierina
3) incastrare la ringhierina sullo schienale
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QUOTE DI MONTAGGIO DELLA BARRA REGGIPENSILE IN BASE ALLE
ALTEZZE DEI PENSILI E DEI PIEDINI |
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